Recensione: “Chav. Solidarietà coatta”

Oggi, su ChronicaLibri, ho recensito Chav. Solidarietà coatta di D. Hunter, edito da Edizioni Alegre.

Hunter è un “chav”, ovvero un coatto, termine dispregiativo utilizzato per “disumanizzare un vasto gruppo di persone che reagisce con noncuranza nei confronti di chi ha beneficiato della loro espropriazione”. Una parola, complessa, insomma, utilizzata in maniera feroce e brutale per catalogare e lasciare ai margini. Con Hunter, questa parola si fa ribellione, c’è il tentativo di risemantizzarla e utilizzarla come atto di rivendicazione, per tutti quei corpi sottomessi e lasciati agonizzanti sulle soglie della collettività sociale.

La recensione completa qui.

I dieci punti per la convivenza.

Di Alexander Langer, 1994.

1. La compresenza pluri-etnica sarà la norma più che l’eccezione; l’alternativa è tra l’esclusivismo etnico e la convivenza;

2. Identità e convivenza: mai l’una senza l’altra; né inclusione né esclusione forzata;

3. Conoscersi, parlarsi, informarsi, inter-agire: “più abbiamo a che fare gli uni con gli altri, meglio ci comprenderemo”;

4. Etnico magari sì, ma non a una sola dimensione: territorio, genere, posizione sociale, tempo libero e tanti altri denominatori comuni;

5. Definire e delimitare nel modo meno rigido possibile l’appartenenza, non escludere appartenenze ed interferenze plurime;

6. Riconoscere e rendere visibile la dimensione pluri-etnica: i diritti, i segni pubblici, i gesti quotidiani, il diritto a sentirsi di casa;

7. Diritti e garanzie sono essenziali ma non bastano; norme etnocentriche favoriscono comportamenti etnocentrici;

8. Dell’importanza di mediatori, costruttori di ponti, saltatori di muri, esploratori di frontiera. Occorrono “traditori della compattezza etnica”, ma non “transfughi”;

9. Una condizione vitale: bandire ogni violenza;

10. Le piante pioniere della cultura della convivenza: gruppi misti inter-etnici.

Manchi.

“Perle ai porci”.

“Col tempo, quasi tutti gli uomini e le donne diventeranno inutili come produttori di merci, generi alimentari, servizi e altre macchine, come fonti di idee pratiche nei campi dell’economia, della tecnica e forse anche della medicina. Così… se non riusciamo a trovare delle ragioni e dei metodi per far tesoro degli esseri umani in quanto esseri umani, tanto varrebbe, com’è stato suggerito così spesso, cancellarli dalla faccia della Terra.”

Kurt Vonnegut, “Perle ai porci”.

“I dannati della metropoli”.

Su Notiziemigranti.com, la recensione alla nuova edizione de I dannati della metropoli (Milieu edizioni) di Andrea Staid con le illustrazioni di Francesca Cogni.

http://www.notiziemigranti.com/news/2015/08/illegalita-legale-e-legiferata-dei-migranti/