La Porta d’Europa

Una mia poesia, tratta da Migrando (End Edizioni, 2014).

 

La Porta d’Europa.

Sulla soglia traccio un solco con

la punta della scarpa. L’orizzonte

tutt’attorno di azzurro si scontorna

e squaderna un respiro di vento.

L’ombra cala, si appoggia alla terra,

solleva la polvere che dovunque si

posa. Non conosco direzioni né

provenienze, come acqua che si finge

incolpevole e innocente travasa.

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A voce alta: “Una volta sognai” di Alda Merini

I monumenti servono a ricordare, a farci riflettere, a permetterci un’occasione di dubbio e di riflessione. Ovviamente, diventano sterili nel momento in cui sono avviticchiati su sé stessi e non hanno una prospettiva di pensiero. Credo che la Porta d’Europa di Lampedusa fosse un ottimo luogo dove avere l’opportunità di assumersi una responsabilità umana e civile. Ieri, la Porta è stata vandalizzata: indice, all’opposto, di una regressione di pensiero, non tanto per l’opera d’arte in sé ma quello che il gesto sottendente. Oggi, #avocealta, leggo Una volta sognai, poesia che Alda Merini scrisse (e che fu letta per la prima volta) per l’inaugurazione della Porta, il 28 giugno 2008.

(Foto da Corriere.it)