A voce alta: poesia di Bertolt Brecht

L’analfabeta politico, quello che appoggia il “politico corrotto e imbroglione”, è il principale e più virulento vulnus della vita democratica degli stati: ce lo spiega bene il grande Bertolt Brecht in questa poesia che pare scritta proprio per questa nostre folle contemporaneità. #avocealta

Salvini, le venin dans la botte.

Ho conosciuto Marie Causse all’Ibby Camp di Lampedusa di IBBY Italia e Biblioteca IBBY Lampedusa: lei è un tornado, una forza della natura!
Abbiamo chiacchierato un po’ di Felpini, Minniti, razzismi e popolo italico e son contento di aver contribuito alla stesura di questo articolo imperdibile; che leggerò con calma, visto il mio francese improbabile.

Salvini, le venin dans la botte

 

I dieci punti per la convivenza.

Di Alexander Langer, 1994.

1. La compresenza pluri-etnica sarà la norma più che l’eccezione; l’alternativa è tra l’esclusivismo etnico e la convivenza;

2. Identità e convivenza: mai l’una senza l’altra; né inclusione né esclusione forzata;

3. Conoscersi, parlarsi, informarsi, inter-agire: “più abbiamo a che fare gli uni con gli altri, meglio ci comprenderemo”;

4. Etnico magari sì, ma non a una sola dimensione: territorio, genere, posizione sociale, tempo libero e tanti altri denominatori comuni;

5. Definire e delimitare nel modo meno rigido possibile l’appartenenza, non escludere appartenenze ed interferenze plurime;

6. Riconoscere e rendere visibile la dimensione pluri-etnica: i diritti, i segni pubblici, i gesti quotidiani, il diritto a sentirsi di casa;

7. Diritti e garanzie sono essenziali ma non bastano; norme etnocentriche favoriscono comportamenti etnocentrici;

8. Dell’importanza di mediatori, costruttori di ponti, saltatori di muri, esploratori di frontiera. Occorrono “traditori della compattezza etnica”, ma non “transfughi”;

9. Una condizione vitale: bandire ogni violenza;

10. Le piante pioniere della cultura della convivenza: gruppi misti inter-etnici.

Manchi.

I ragazzini salveranno il mondo.

Olga ha portato la Costituzione russa e si è seduta sull’asfalto. Ad alta voce, tutta, l’ha letta; davanti a lei, quelle forze armate che sabato 27 luglio hanno arrestato a Mosca chi protestava contro l’esclusione di oppositori politici dalle elezioni comunali in programma l’8 settembre prossimo.

Le Carte Costituzionali vanno difese: sono l’unico baluardo al prepotente ritorno delle dittature, che già ci sono, ma subdole e striscianti. E riescono a convincere molt* di essere la soluzione.

Resistiamo, no pasarán!