“Alla fine è la parola”.

In queste giornate di attenzione mondiale sui comportamenti feroci di un’Europa sempre più incapace di “restare umana”, ripropongo la mia recensione su ChronicaLibri a una raccolta di poesie splendida: Alla fine è la parola, di Hilde Domin, edita da Del Vecchio Editore: una donna migrante, profuga per necessità, ma anche fortunata nell’aver trovato la maniera di sopravvivere ai dolori delle separazioni.

http://www.chronicalibri.it/2014/01/alla-fine-e-la-parola-che-fa-sopravvivere-agli-esili/

Pro Armenia.

Cento anni, quest’anno, dal genocidio armeno: tra gli 800.000 e il milione di armeni trucidati in uno stermino programmato e pianificato dalle autorità turche con l’omertosa partecipazione delle potenze straniere, particolarmente della Germania. Una pagina di storia dolorosa, su cui ancora non si è fatto abbastanza luce.

Oggi su ChronicaLibri recensisco “Pro Armenia. Voci ebraiche sul genocidio armeno”, edito da Giuntina con prefazione di Antonia Arslan a cura di Fulvio Cortese e Francesco Berti.

http://www.chronicalibri.it/2015/07/pro-armenia-voci-inascoltate-massacro-annunciato/

Amikejo.

Per la geografia narrante di Foolishbrain.com oggi si va tra Germania, Belgio e Olanda, dove sarebbe dovuto nascere il primo stato dell’amicizia, ‪#‎Amikejo‬, dove si parlasse ‪#‎esperanto‬, la nuova lingua dell’unione e della fratellanza.

http://foolishbrain.com/2015/05/21/amikejo-il-paese-della-nuova-lingua/