Recensione: “Metodo Srebrenica”

Ho recensito su Notizie Migranti Metodo Srebrenica di Ivica Dikić, edito da Bottega Errante edizioni.

Il libro analizza il genocidio di Srebrenica da una prospettiva interna, quella di chi organizzò e rese possibile il massacro di più di 8.000 persone.

“Sul genocidio di Srebrenica, feroce vergogna per l’Europa intera, sono stati scritti fiumi di parole; poco, però, è conosciuto ai più. Come per un senso di colpa individuale (o, ancor peggio, un disinteresse omertoso), l’opinione pubblica ancora non sa fare i conti con cosa è accaduto in quella piega d’Europa, venticinque anni fa, nei giorni di metà luglio. È proprio questa la prospettiva innovativa che segue il giornalista Ivica Dikić in questa sua opera, Metodo Srebrenica, edita da Bottega Errante Edizioni; ovvero, analizzare la vicenda da una prospettiva interna, quella di chi materialmente organizzò e rese possibile il massacro di più di 8000 ragazzi, uomini, bambini musulmani, deportati e trucidati, e poi fatti sparire nella speranza di non esser più ritrovati, nemmeno nei loro corpi”.

La recensione completa qui.

A voce alta: Le lacrime delle madri di Srebrenica di Abdulah Sidran

Oggi, 25 anni fa, si compì, in Bosnia-Erzegovina, il più vergognoso genocidio della storia del Novecento europeo. In nome di un becero e violento nazionalismo, le truppe di Mladic, con la complicità di un’Europa indifferente e delle truppe olandesi dell’ONU che non si opposero, in una manciata di giorni, entrarono nella zona protetta di Srebrenica, deportarono, trucidarono e gettarono in fosse comuni più di 8000 musulmani, uomini e ragazzi. Ancora non sono stati ritrovati né identificati tutti i corpi. Oggi, #avocealta, leggo la poesia Le lacrime delle madri di Srebrenica di Abdulah Sidran, grande poeta e scrittore bosniaco, autore di alcune tra le più belle sceneggiature dei film di Emil Kusturica.

A voce alta: Ritorno di Daniel Varujan

Una poesia che attinge al popolare e alle piccole cose, quella dell’armeno Daniel Varujan, trucidato nel 1915 a soli 31 anni dalla furia del genocidio. Recuperato da un agente segreto, il manoscritto de Il canto del pane vede la pubblicazione solo nel 1921. Questa, #avocealta, è una delle poesie contenute nella raccolta, Ritorno.

Pro Armenia.

Cento anni, quest’anno, dal genocidio armeno: tra gli 800.000 e il milione di armeni trucidati in uno stermino programmato e pianificato dalle autorità turche con l’omertosa partecipazione delle potenze straniere, particolarmente della Germania. Una pagina di storia dolorosa, su cui ancora non si è fatto abbastanza luce.

Oggi su ChronicaLibri recensisco “Pro Armenia. Voci ebraiche sul genocidio armeno”, edito da Giuntina con prefazione di Antonia Arslan a cura di Fulvio Cortese e Francesco Berti.

http://www.chronicalibri.it/2015/07/pro-armenia-voci-inascoltate-massacro-annunciato/