A voce alta: Errore di Hans Magnus Enzensberger

Evitare errori sarebbe un errore: lo scrive magistralmente Hans Magnus Enzensberger in questa poesia, dal titolo Errore, letta oggi #avocealta. Perché “è per svista che si è felici, / talvolta, per un momento”.

A voce alta: Numero sbagliato di Wislawa Szymborska

Errare è umano; pertanto inevitabile. Lo dice uno dei proverbi più conosciuti e usati e lo dice anche Wislawa Szymborska in una sua fantastica e potente poesia, “Numero sbagliato”, letta oggi #avocealta.

A voce alta: Dichiarazione di morte di Fernando Miguel Bernardes

Torno oggi a leggervi una poesia #avocealta in omaggio alla Sea Watch 4 che ieri è salpata per il suo compito di cura e di salvataggio nel Mar Mediterraneo. La poesia di oggi, del poeta portoghese più volte arrestato durante la dittatura di Salazar, Fernando Miguel Bernardes, si intitola “Dichiarazione di morte”.

A voce alta: Nel giorno del mio compleanno di Anne Stevenson

Una poesia, Nel giorno del mio compleanno, di Anne Stevenson, per capire più in profondità cosa comporta festeggiare il proprio anniversario. Oggi, #avocealta.

Recensione: “Libere e sovrane. Le donne che hanno fatto la Costituzione”.

Ho recensito su ChronicaLibri il magnifico libro illustrato Libere e sovrane. Le donne che hanno fatto la Costituzione edito da Settenove coi testi di Micol Cossali, Giulia Mirandola, Mara Rossi, Novella Volani e le illustrazioni di Michela Nanut.

“A ciascuna di queste donne va il ringraziamento per il contributo che hanno dato alla nascita della Repubblica italiana, e alla sua spinta iniziale, estremamente entusiastica e propositiva; per evitare di commettere errori imperdonabili e per cercare di capire dove si possa ancora continuare a lavorare per migliorare e progredire sulla strada dei diritti per tutte e tutti”.

La recensione completa qui.

A voce alta: poesia di Bertolt Brecht

L’analfabeta politico, quello che appoggia il “politico corrotto e imbroglione”, è il principale e più virulento vulnus della vita democratica degli stati: ce lo spiega bene il grande Bertolt Brecht in questa poesia che pare scritta proprio per questa nostre folle contemporaneità. #avocealta

A voce alta: Valigie di Marino Moretti

Marino Moretti fu poeta dalla lunga vita e dalla prepotente e affollata produzione poetica e narrativa, che si estende oltre la limitata e limitante definizione di “poeta crepuscolare”. Oggi, #avocealta, leggo la sua Valigie, che racconta della migrazione economica, un’esperienza che ha per lungo tempo, ancora oggi, caratterizzato in maniera massiccia gli abitanti d’Italia.

Recensione: Mina per neofiti

Ho recensito su ChronicaLibri Mina per neofiti. La vita, la voce, l’arte di una fuoriclasse, di Aldo Dalla Vecchia, edito da Graphe.it Edizioni.

“Mina c’è, anche con la sua assenza: in poche, pochissime, forse nessuna, si possono permettere tanto. E questo testo, breve e squisito, è l’anticamera migliore per cercare di gettare uno sguardo sulla sua stanza tutta per sé”.

Tutto l’articolo qui.

Recensione: Atlante delle migrazioni

Ho recensito su Notiziemigranti.it Atlante delle migrazioni. Dalle origini dell’uomo alle nuove pandemie di Giovanna Ceccatelli con Stefania Tirini e Stefania Tusini, edito da Edizioni Clichy.

“È un compito titanico, quello che le autrici di questo testo si pongono come obiettivo; ricorda un po’ il supplizio di Sisifo. Ma, allo stesso tempo, come per una fortuna coincidenza, sorge subito in mente quel coraggioso paradosso di cui Camus scrisse divinamente: per non perdere la speranza, per conservare fiducia nell’essere umano e nella bellezza che sa creare, bisogna riuscire a immaginarci anche Sisifo felice”.

Tutta la recensione qui.

A voce alta: Definizione della poesia di Boris Leonidovič Pasternak

Cos’è la poesia? Se lo sono chiesto in tante e in tanti, e se lo chiede anche Boris Leonidovič Pasternak in questa miracolosa ed evocativa poesia del 1917, intitolata Definizione della poesia. Oggi, #avocealta.

A voce alta: Preghiera degli studenti della Scuola di italiano DoubleTe

Shabuddin, il bangla gettato a Milano nel Naviglio, pochi giorni fa, mentre vendeva rose, ha vissuto per tanti anni ad Aosta, frequentando la Scuola di italiano DoubleTe. Oggi leggo, #avocealta, la preghiera scritta collettivamente dagli studenti, partendo dal Cantico delle Creature di San Francesco, per il 3 ottobre e il ricordo di ogni viaggio e contenuta nel libro Straneri. Storie di alfabetizzazione.

A voce alta: “Non ti allarmare fratello mio” di Tesfalidet Tesfom

Quando fu recuperato dalla nave Proactiva della ONG Open Arms e scese a Pozzallo, il 12 marzo 2018, pesava 30 chili. Tesfalidet Tesfom era un profugo eritreo, che aveva attraversato l’inferno dei campi di concentramento libici. Sul suo corpo, dentro un foglio plastificato, sono state trovate due poesie scritte in tigrino, una delle quali vi leggo oggi, #avocealta, per testimoniare quell’orrore che ieri il Parlamento italiano ha deciso di rifinanziare.

A voce alta: Inno a Iside

Antichissimo inno, scoperto nel 1945, all’interno di una giara d’argilla a Nag Ammadi, in Egitto, in uno dei 13 manoscritti, composto in copto, l’Inno a Iside risale probabilmente al III-IV secolo a.C. È un componimento eccezionale perché la dea prende la parola, e racconta della sua naturale femminile di deità (che richiama la Preghiera alla Vergine del Paradiso dantesco). Oggi lo leggo #avocealta.

A voce alta: poesia di Adonis

Il poeta noto come Adonis è nato in Siria, nel 1940, ma ha vissuto a lungo prima a Beirut e poi a Parigi. Voce potente del panorama poetico in lingua araba, ha fondato il gruppo Tammuzi, dal nome di una divinità babilonese: obiettivo del gruppo è quello di esprimere una volontà di rinascita culturale araba, rileggendo il patrimonio in chiave non nazionalistica o religiosa ma con una spinta decisiva verso la modernità. È un grande cantore d’amore, e proprio una sua poesia d’amore leggo oggi, #avocealta.

Recensione: “Bosnia: l’ultima frontiera”

Oggi su NotizieMigranti.it ho recensito il volume Bosnia: l’ultima frontiera, a cura di Gabriele Proglio, e edito da Eris Edizioni.

“Questo libretto è una spina nel fianco, è una pietra di scandalo, quelle che servivano per inciampare, cadere e rendersi consapevoli dell’accaduto”.

A voce alta: Terra di Puglia di Biagia Marniti

Biagia Marniti fu allieva di Giuseppe Ugaretti, fin dal 1938, anno del suo trasferimento a Roma. Una delle sue prime raccolte poetiche, Più forte è la vita del 1957 ebbe la prefazione firmata dallo stesso Ungaretti. Influenzata dall’ermetismo, la poesia della Marniti tende verso un linguaggio e immagini del quotidiano, della vita concreta, del realismo oggettivo. Oggi, #avocealta, leggo la sua Terra di Puglia, che descrive il senso di vicinanza/lontananza con la sua terra d’origine.

A voce alta: sonetto di Cecco Angiolieri

Terra di grandi poeti, la mia amata Toscana dette i natali, nel 1260 circa a Cecco Angiolieri, poeta graffiante e volutamente dissacrante, famoso per alcuni suoi sonetti trasformati in canzoni, molti secoli dopo. Particolarmente interessanti sono le tenzoni poetiche con altri scrittori suoi contemporanei, come Dante Alighieri; Cecco Angiolieri, infatti, si distinse per non aderire ai nuovi canoni del Dolce stil novo ma, anzi, presentandone una caricaturale rifrazione, scegliendo di poetare della nuova dimensione borghese attraverso rappresentazioni realistiche e schiette. Oggi, #avocealta, un sonetto che fa parte proprio della tenzone poetica con l’Alighieri.

A voce alta: Le lacrime delle madri di Srebrenica di Abdulah Sidran

Oggi, 25 anni fa, si compì, in Bosnia-Erzegovina, il più vergognoso genocidio della storia del Novecento europeo. In nome di un becero e violento nazionalismo, le truppe di Mladic, con la complicità di un’Europa indifferente e delle truppe olandesi dell’ONU che non si opposero, in una manciata di giorni, entrarono nella zona protetta di Srebrenica, deportarono, trucidarono e gettarono in fosse comuni più di 8000 musulmani, uomini e ragazzi. Ancora non sono stati ritrovati né identificati tutti i corpi. Oggi, #avocealta, leggo la poesia Le lacrime delle madri di Srebrenica di Abdulah Sidran, grande poeta e scrittore bosniaco, autore di alcune tra le più belle sceneggiature dei film di Emil Kusturica.

A voce alta: poesia di Kuki Gallmann

La storia della vita di Kuki Gallmann mi ha sempre affascinato, fin da quando ero un ragazzino che guardava sognante il planisfero e si immaginava le bellezze dell’Africa. Nata nel 1943 a Trevisto, dal 1972 vive in Kenya, nel suo ranch a Laikipia, dove ha fondato la Gallmann Memorial Foundation, per la protezione dell’ambiente e degli animali selvatici, in memoria del marito Paolo e del figlio Emanuele, morti nel 1980 e nel 1983. Oggi, #avocealta, una sua poesia del 1975 tratta dal libro Il colore del vento.

A voce alta: Il canto delle crisalidi di Carlo Michelstaedter

Carlo Michelstaedter visse solo 23 anni; nel 1910, a Gorizia, pose fine alla sua vita con un colpo di rivoltella, prima di riuscire a discutere la sua tesi in filosofia greca, La persuasione e la rettorica, pubblicata poi postuma. Autore di alcune poesie filosofiche particolarmente interessanti, scrive squadernando la sua capacità di analisi chirurgica della parola, vettore di un pensiero complesso e compiuto. Oggi, #avocealta, leggo la sua Il canto delle crisalidi.