La patria.

Lo lessi anni fa; forse troppo giovane. Il ricordo del romanzo si confuse con quello di Audrey Hepburn e del film.

Ma c’è un abisso tra i due: entrambi meravigliosi, ma ognuno a modo suo.

La narrazione del romanzo di Truman Capote è inarrestabile, meravigliosa, mozza il fiato ed è una scossa sottopelle, tellurica, incontenibile. La Holly Golightly del romanzo è una forza della natura, un concentrato di inarrestabile potenza; una divinità incontenibile.

Questo romanzo mi ha coinvolto e commesso. Una perla rara, una narrazione magnificente. L’ho riscoperto, fortunatamente. Da adesso, non me ne separerò mai.

“La patria è dove ci si sente a proprio agio. Io la sto ancora cercando”.
Holly Golightly

Autore: Giulio Gasperini

Nato nella Maremma toscana trent'anni fa (ora più, ora meno), studente a Firenze e Roma, adesso operatore sociale ad Aosta. Senza dubbio si può definire un "migrante". Ma solo per passione, perciò fortunato. Al quarto libro di poesie ("Migrando", END Edizioni, 2014), cercare di star fermo il meno possibile: non ha ancora trovato nessun antidoto (ammesso che lo stia cercando) alla sua irrequietudine. In uscita, il libro da lui curato con la collega Tiziana Gagliardi "Stran(i)eri. Storie di alfabetizzazione" (END Edizioni, 2019) che raccoglie l'esperienza dei tre anni della Scuola di italiano DoubleTe per richiedenti asilo e profughi di Aosta.

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