Recensione: “Chav. Solidarietà coatta”

Oggi, su ChronicaLibri, ho recensito Chav. Solidarietà coatta di D. Hunter, edito da Edizioni Alegre.

Hunter è un “chav”, ovvero un coatto, termine dispregiativo utilizzato per “disumanizzare un vasto gruppo di persone che reagisce con noncuranza nei confronti di chi ha beneficiato della loro espropriazione”. Una parola, complessa, insomma, utilizzata in maniera feroce e brutale per catalogare e lasciare ai margini. Con Hunter, questa parola si fa ribellione, c’è il tentativo di risemantizzarla e utilizzarla come atto di rivendicazione, per tutti quei corpi sottomessi e lasciati agonizzanti sulle soglie della collettività sociale.

La recensione completa qui.

Recensione: Antichi demoni nuove divinità

Su ChronicaLibri ho recensito Antichi demoni, nuove divinità, una splendida antologia di narrativa contemporanea tibetana, curata da Tenzin Dickie e edita da O barra O edizioni.

È un Tibet contemporaneo interessante e magnetico; perché non comprende solo la parte mistica e religiosa – forse la più nota e conosciuta, la più inflazionata – ma anche quella di una società che suo malgrado si trova di fronte alle sfide della modernità, del capitalismo sfrenato, della morsa politica; e ne esce ammaccato e stropicciato, ferito e persino un po’ misconosciuto, ma sempre fieramente indomito.

La recensione completa qui.

A voce alta: Aspettami ed io tornerò di Konstantin M. Simonov

La poesia #avocealta di oggi è dello scrittore sovietico Konstantin M. Simonov, autore di romanzi, testi di viaggi e reportage giornalistici da vari fronti di guerra. Aspettami ed io tornerò è una poesia che sa di benedizione, in un tempo ombroso come il nostro: una promessa di nuovi appuntamenti e nuovi incontro, nonostante il dolore e la morte.

Recensione: Le felicità

Ho recensito su ChronicaLibri il nuovo libro di Edizioni Gruppo Abele: Le felicità, coi testi di Roberto Piumini e le immagini di Sergio Olivotti.

“La narrazione si fa quindi compatta e organica, anche se le piccole poesie e illustrazioni possono essere usufruite guidati dal caso – o dal destino. Perché la felicità è piccola, è immaginazione, è fantasia; la felicità – forse, è questa la lezione più profonda del libro – è solo aderire quanto più possibile a noi stessi in ogni nostra azione del quotidiano.”

Qui tutta la recensione.

Recensione: La geografia della speranza di Martina Di Pirro

Oggi, su NotizieMigranti.it, ho recensito il libro La geografia della speranza, della giornalista Martina Di Pirro, edito da Edizioni Gruppo Abele.

“La Di Pirro analizza e descrive, in queste narrazioni esplosive e sovversive, anche come la pandemia di Covid19 abbia cambiato le carte in tavola, incrementando le difficoltà ma, al tempo stesso, ridestando nuove forme di resistenza e di resilienza, facendo adattare le specificità di ciascun’iniziativa alle mutate condizioni del contemporaneo.”

Per tutta la recensione, cliccare qui.

A voce alta: Teniamoci stretti che c’è vento forte di Guido Catalano

Non sono un estimatore della poesia di Guido Catalano, ma esiste questa sua poesia che descrive in modo magistrale l’unico atteggiamento possibile in questa nostra epoca di crisi su più fronti: costruire la comunità. Oggi, #avocealta, Teniamoci stretti che c’è vento forte.

A voce alta: La banalità di Mempo Giardinelli

La banalità fa danni: ce lo spiega in una meravigliosa poesia lo scrittore argentino Mempo Giardinelli. Nella vicenda della contesa del Monte Bianco tra nazioni è evidente come la banalità del possesso territoriale sia una misera questione che mette in secondo piano il dramma vero che ci affligge: il cambiamento climatico e la morte della stessa montagna. Oggi, #avocealta, La banalità.

A voce alta: poesia di Herberto Hélder de Olivera

La passione è l’attitudine più preziosa a spingere l’iniziativa di donne e uomini. Lo dicevano anche i greci, quando ricordavano le vite vissute e le/i loro attanti. Oggi, #avocealta, una splendida poesia del poeta portoghese Herberto Hélder de Olivera.

Recensione: La vecchia signora del riad di Fouad Laroui

Oggi su ChronicaLibri ho recensito La vecchia signora del riad, romanzo imperdibile di Fouad Laroui edito da Del Vecchio Editore con la traduzione di Cristina Vezzaro.

“Cosa facciamo delle storie degli altri? La narrazione personale è forse il dono più grande che riceviamo nel nostro interagire con le alterità; ma anche una responsabilità gravosissima che difficilmente sappiamo gestire nel modo più corretto ed efficace, particolarmente nella nostra contemporaneità, così sovrabbondante di racconti e di storie. Il romanzo La vecchia signora del riad, di Fouad Laroui, pubblicata da Del Vecchio Editore con la traduzione di Cristina Vezzaro, è un’avventura entusiasmante su vari livelli di lettura e indagine”.

Clicca qui per continuare la lettura della recensione.

A voce alta: Poesia contro l’ansia di Ilma Rakusa

L’ansia, per molt*, è una compagna di vita tenace e resiliente. Nella lettura #avocealta di oggi, la scrittrice svizzera Ilma Rakusa ci insegna come anche la poesia possa essere un antidoto prezioso ed efficace: Poesia contro l’ansia.

A voce alta: Mediterraneo di Ana Luísa Amaral

Il Mediterraneo non è semplicemente un mare: è un simbolo di opposti richiami. Da un lato, un ponte, un crocevia di contatti e contaminazioni; dall’altro, una muraglia, una frontiera, un confine ancora più feroce perché liquido e ineffabile. È un simbolo, il Mediterraneo, anche per chi abita lontano dalle sue rive: è il caso della scrittrice di oggi, Ana Luísa Amaral, portoghese, e della sua magnifica Mediterraneo. #avocealta

A voce alta: Barbablù di Edna St. Vincent Millay

Edna St. Vincent Millay fu attivista e convinta femminista: in questo sonetto, Barbablù, rivisita in chiave poetica la celebre favola di Charles Perrault (come fece Angela Carter nello splendido racconto La camera di sangue). #avocealta.

Illustrazione di Alessandra Psacharopulo

A voce alta: Le migrazioni notturne di Louise Glück

Le migrazioni notturne è una delle poesie di Louise Glück, Premio Nobel per la letteratura 2020, riconoscimento “per la sua inconfondibile voce poetica che con austera bellezza rende universale l’esistenza individuale”. #avocealta

Recensione: “Per amarvi, o fiori!”

Oggi ho recensito per ChronicaLibri il primo volume de L’anima dei fiori. Per amarvi, o fiori!, deliziosi bozzetti di Matilde Serao coraggiosamente ripubblicati da Edizioni Spartaco a cura di Donatella Trotta.

“Ricordi personali, visioni paesaggistiche, notizie scientifiche si impastano, miscelandosi compiutamente in un’indagine che non ha nulla di banale né di scontato, garantendo al lettore un coinvolgimento emotivo e sensoriale che disvela esperienze già note ma che così raramente vengono ricondotte in una prospettiva di così ampio respiro. Il fiore è un linguaggio, e la Serao lo conosce approfonditamente, regalando a ogni lettrice e ogni lettore la chiave di decodifica e traduzione, garantendo a tutte e tutti la possibilità di farsi conoscitori e diffonditori.”

Tutta la recensione qui.

Recensione: “Metodo Srebrenica”

Ho recensito su Notizie Migranti Metodo Srebrenica di Ivica Dikić, edito da Bottega Errante edizioni.

Il libro analizza il genocidio di Srebrenica da una prospettiva interna, quella di chi organizzò e rese possibile il massacro di più di 8.000 persone.

“Sul genocidio di Srebrenica, feroce vergogna per l’Europa intera, sono stati scritti fiumi di parole; poco, però, è conosciuto ai più. Come per un senso di colpa individuale (o, ancor peggio, un disinteresse omertoso), l’opinione pubblica ancora non sa fare i conti con cosa è accaduto in quella piega d’Europa, venticinque anni fa, nei giorni di metà luglio. È proprio questa la prospettiva innovativa che segue il giornalista Ivica Dikić in questa sua opera, Metodo Srebrenica, edita da Bottega Errante Edizioni; ovvero, analizzare la vicenda da una prospettiva interna, quella di chi materialmente organizzò e rese possibile il massacro di più di 8000 ragazzi, uomini, bambini musulmani, deportati e trucidati, e poi fatti sparire nella speranza di non esser più ritrovati, nemmeno nei loro corpi”.

La recensione completa qui.

A voce alta: Su un’aria del Turco in Italia di Valerio Magrelli

Su un’aria del “Turco in Italia” Valerio Magrelli compone questa poesia, che con una leggerezza calviniana, ci inchioda alle colpe e alle responsabilità, particolarmente significativa a cinque anni di distanza dalla morte del piccolo Alan Kurdi. #avocealta

Recensione: Lei e lui di George Sand

Su ChronicaLibri ho recensito lo scandaloso romanzo di George Sand, Lei e lui, riedito in Italia da Iacobelli editore, a cura di Annalisa Comes.

“Quando apparve, nel 1859, questo romanzo di George Sand fu una pietra dello scandalo. Oggi, nel 2020, riesumandolo dal suo incolpevole oblio, Iacobelli Editore ripubblica (a cura di Annalisa Comes) Lei e lui, potente esperimento di narrazione di una storia d’amore complessa e turbolenta, dove fin dal titolo la presenza femminile occupa la scena privilegiata, e si fa punto di focalizzazione primaria”.

Qui tutta la recensione.

A voce alta: Gli uomini che verranno di Attila József

I poeti sono quasi sempre invisi alla dittatura, anche quando son morti da tempo ma continuano a parlare con le loro opere. È il caso di Attila József, visionario poeta ungherese, che è divenuto simbolo dell’opposizione al sempre più forte regime di Viktor Orbán. Oggi, #avocealta, la sua Gli uomini che verranno.

A voce alta: Pioggia di Raymond Carver

Terza poesia sull’errore: questa volta è Raymond Carver a parlarcene, un maestro della narrativa breve e magistrale cantore dell’altra faccia degli Stati Uniti, quella delle feroci differenze sociali. Oggi, #avocealta, la sua Pioggia.